
Fra 70 e 80
Con l’industria dell’intrattenimento massificato che indirizza il pubblico verso forme istituzionalizzate di svago, prodotte con grandi mezzi e apparati tecnologici, gli artisti di strada appaiono oggi assai più rari rispetto alle epoche in cui l’assenza di radio o televisione rendeva lo spettacolo urbano un’attrattiva immancabile in ogni festività. In Italia il contesto sconta un ritardo culturale ed è storicamente legato alla figura folkloristica del saltimbanco o del busker che si esibisce a cappello.
A cavallo tra gli anni Settanta e gli Ottanta si è assistito a un profondo fermento: la rappresentazione rompe la rigida separazione della scatola nera dell’edificio teatrale per riappropriarsi delle piazze e delle vie. Questa rioccupazione dello spazio scenico avviene con una consapevolezza politica e sociale inedita, sfruttando la sperimentazione d’avanguardia per attuare un decentramento culturale e portare l’esperienza estetica direttamente alla gente, scardinando le barriere dell’analfabetismo teatrale di massa.
A questa spinta spontanea si è affiancata nel tempo la nascita dei primi grandi poli di aggregazione e festival storici dedicati, come il Ferrara Buskers Festival o il Mercantia di Certaldo, che hanno trasformato l’esibizione estemporanea in appuntamenti internazionali capaci di ridefinire l’economia turistica dei centri storici.
Normative
La prima traccia legislativa volta a regolamentare l’attività scenica urbana risale all’antica Roma nel 462 a.C. Le Leggi delle XII Tavole punivano severamente, prevedendo la sanzione capitale, l’esecuzione pubblica di parodie o canti diffamatori rivolti ai cittadini.
Attualmente il settore sta attraversando un complesso percorso di riconoscimento istituzionale da parte della Direzione Generale Spettacolo del Ministero della Cultura (ex MiBACT). A tutela della categoria opera attivamente la FNAS (Federazione Nazionale Arti in Strada), l’organismo che raduna artisti, compagnie e promotori professionisti per mappare l’attività e richiedere tutele sindacali stabili.
Roma
La svolta amministrativa nelle grandi metropoli italiane ha radici nell’adozione, da parte del Comune di Roma, della prima storica delibera comunale di regolamentazione, promossa su impulso del consigliere Pino Galeota e del Co.R.A.S. (Coordinamento Romano Artisti di Strada). Alla presentazione formale della delibera prese parte l’allora recente Premio Nobel Dario Fo, che sottolineò la nobiltà millenaria dell’arte popolare. Il regista Wladimir Tcherkoff documentò questo passaggio storico nel film-documentario per la Televisione della Svizzera Italiana intitolato La strada come palcoscenico.
Il panorama giuridico nazionale è stato tuttavia scardinato dall’abrogazione del primo comma dell’articolo 121 del TULPS (Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza), che storicamente subordinava l’esercizio del mestiere girovago all’iscrizione in appositi albi comunali. La cancellazione di tale vincolo ha generato un profondo vuoto legislativo: la gestione delle piazze è passata totalmente in mano alle singole amministrazioni locali, determinando una frammentazione critica che oscilla tra l’assoluto divieto di esibizione in alcuni centri e l’adozione di regolamenti permissivi in altri.
Nel decennio successivo, a causa dei flussi migratori e del mutamento del tessuto sociale urbano nella capitale, si è resa necessaria una revisione normativa. La delibera successiva, varata dall’Assessore alla Cultura Dino Gasperini, è stata duramente contestata dal movimento sindacale e artistico Strada Libera Tutti. Il successivo ricorso al TAR del Lazio ha decretato l’annullamento degli articoli più restrittivi, i quali imponevano un divieto totale e indiscriminato sull’uso di amplificatori, strumenti a fiato e percussioni, ripristinando il diritto all’espressione musicale.
Milano
Sul fronte dell’innovazione amministrativa, il Comune di Milano ha tracciato una linea d’avanguardia approvando un regolamento fortemente innovativo basato sulla transizione tecnologica, promosso dal consigliere Luca Gibillini.
Il modello milanese si fonda su tre pilastri:
- Mappatura geolocalizzata: Individuazione di oltre 250 postazioni pubbliche dedicate alle esibizioni.
- Turnazione equa: Gestione dei tempi di occupazione del suolo per evitare monopoli di spazio.
- Piattaforma digitale: Introduzione del portale Stradaperta, un software online tramite cui l’artista può registrarsi, prenotare la postazione in tempo reale e autocertificare l’impatto acustico.
L’adozione di tale sistema ha permesso alla città di essere inserita nei vertici delle classifiche internazionali per la gestione della cultura di strada. Nonostante il primato, la piattaforma è oggetto di aspre polemiche da parte delle storiche compagnie teatrali: l’algoritmo di prenotazione automatica viene accusato di appiattire la qualità della proposta artistica, equiparando i professionisti dello spettacolo ai performer amatoriali e burocratizzando un’arte che per sua natura necessita di flessibilità e improvvisazione.


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