E nella mancanza di comprensione, la perdita del senso ultimo. Ecco il perché di
Art is Present, per ritrovare il senso!

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Chi Sono?

Homo sum: humani nihil a me alienum puto

Ciao sono Giovanni. E grazie all’Arte sono riuscito a rimanere bambino. Dentro almeno.

Il mio percorso nasce da una solida formazione umanistica e si sviluppa all’incrocio tra storia, arti visive, critica, educazione e ricerca culturale.

Nel 2011 mi laureo in Storia dell’arte contemporanea all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, con una tesi magistrale dal titolo Il «dionisiaco» come categoria interpretativa di alcune esperienze contemporanee. Già durante gli anni universitari inizio a costruire un percorso professionale nell’ambito educativo, lavorando con bambini, ragazzi, persone in situazione di disagio e minoranze, attraverso la collaborazione con cooperative e associazioni all’interno di istituzioni pubbliche.

Parallelamente ho iniziato a occuparmi di arte attraverso il giornalismo e la critica culturale, collaborando con testate online come boîteonline.com e coolhunteritaly.it. Tra il 2009 e il 2013 ho scritto per teatrimilano.it, occupandomi di teatro e danza, mentre nel 2010 sono entrato nella redazione di whipart.it, dove ho seguito eventi e spettacoli legati all’arte, alla danza e al teatro.

Nel 2013 ho collaborato con la Cooperativa Arkè, che gestiva i servizi didattici dei Musei Civici Torinesi, in particolare della GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea e del Borgo Medievale. Mi sono occupato di laboratori rivolti alla prima infanzia e all’infanzia e di visite e attività museali per gli adolescenti. Alla fine dello stesso anno sono diventato Caposervizio per il Teatro di whipart.it.

Nel 2014 ho partecipato, insieme a esponenti del panorama teatrale e della danza torinese e nazionale, alla stesura de Il quaderno, progetto della Fondazione Piemonte dal Vivo curato da Franca Cassine, dedicato alla riflessione sul teatro contemporaneo.

Il rapporto tra critica, ricerca e pratiche artistiche è proseguito negli anni successivi. Nel gennaio 2016, per il Balletto Teatro Torino, ho intervistato il coreografo Marco de Alteriis sul lavoro In Chopin (2015). Nel febbraio dello stesso anno, con voto unanime della commissione, divento giornalista pubblicista, iscrivendomi all’Ordine dei Giornalisti del Piemonte.

Nel maggio 2016 ho fondato Art is Present, magazine online dedicato all’Arte e alla Cultura, con particolare attenzione alle arti visive, alla danza e al teatro. Attraverso il progetto ho sviluppato una ricerca personale sui rapporti tra arte, società e contemporaneità, realizzando numeri monografici dedicati a temi quali Strada, Relazione, Corpo, Tecnologia, Queer e Origini, cercando di mettere in dialogo le pratiche artistiche con le più recenti riflessioni delle scienze umane.

Nel dicembre 2016, con Art is Present, ho preso parte a Per un Teatro Contemporaneo, ultima tappa dell’edizione 2016 della Residenza Multidisciplinare Arte Transitiva, diretta da Stalker Teatro: tre giornate di seminari e confronto tra teorici e compagnie emergenti under 35.

Dal 2016 ho affiancato all’attività critica quella di docente di Storia dell’arte negli istituti superiori torinesi, un’esperienza che mi ha permesso di continuare a lavorare sul rapporto tra conoscenza, immagini, contemporaneità, disagio e formazione.

Nel 2018 e fino al 2026, insieme ad altri sei associati, fondo Art is Present APS, assumendone il ruolo di vicepresidente. L’associazione è nata con l’obiettivo di sviluppare progetti nell’ambito dell’arte, della cultura e del sociale, proseguendo e ampliando il lavoro di ricerca e divulgazione avviato dal magazine.

Nel 2020, per il festival Incanti – Dialoghi con Sieni e Cuticchio, ho intervistato il coreografo Virgilio Sieni sul suo lavoro Nudità (2015).

Tra il 2025 e il 2026, in occasione dei dieci anni del mio percorso nel giornalismo, nella direzione editoriale e nell’insegnamento, ho scelto di tornare sul tema queer, uno degli assi di ricerca che hanno accompagnato più a lungo il mio lavoro. Ho pubblicato autonomamente, in formato ebook, il quinto numero monografico di Art is Present, ampliando e approfondendo i contenuti già sviluppati nella rivista. Da questo ulteriore lavoro di ricerca è nata anche Queer. Guida per adolescenti di tutte le età, un progetto editoriale rivolto a un pubblico più ampio e pensato come strumento di orientamento, riflessione e conoscenza.

Nello stesso periodo ho avviato due nuove collane editoriali in formato ebook, ampliando la ricerca sviluppata negli anni e portandola verso nuovi territori della storia dell’arte e delle arti performative. La prima è Figure dell’Umano, un progetto dedicato alle diverse forme attraverso cui l’arte ha rappresentato, interrogato e trasformato l’idea di umano nella storia, attraverso una serie di percorsi monografici e tematici. La seconda è Coreografi contemporanei, una collana dedicata ai protagonisti e alle esperienze della danza contemporanea, con volumi dedicati a Hofesch Shechter, Sidi Larbi Cherkaoui ed EgriBianco. Con queste nuove pubblicazioni ho ampliato il mio lavoro editoriale oltre la dimensione della rivista, costruendo percorsi di ricerca autonomi nei quali critica, storia, cultura e divulgazione possono dialogare.

Nel corso degli anni ho quindi costruito il mio percorso mettendo in relazione ambiti che considero profondamente interconnessi: la storia dell’arte, la critica, il giornalismo, la formazione e l’attenzione alle trasformazioni sociali. È in questo spazio di relazione tra arte e società che continuo a sviluppare la mia ricerca, cercando di osservare il presente attraverso le forme che produce e, allo stesso tempo, attraverso le domande che quelle forme ci pongono.

Perché Art is present?

L’arte non viene dalla ragione, dalla conoscenza o dall’intelligenza. Neppure da una sensibilità esclusivamente umana o da uno dei talenti superiori dell’uomo, ma da un che di eccessivo, imprevedibile, inferiore. L’arte è dell’animale!​ Elizabeth Grosz

​Art is Present nasce da un’esigenza forte, fisica prima di tutto, e mentale in secondo luogo. Venerando l’arte, studiandola e conoscendola, ci si è accorti che sono pochi i suoi seguaci. Le ancelle svuotate in rituali privi della forza catartica, gli artisti addormentati in letti di piume d’oro, gli operatori, mestieranti stanchi, nascondo “voragini” colmandole di sorrisi e intessendole di amicizie rubate. La personalità creativa, desidera altro però, si alimenta di arte e di semplicità e rincorre l’emozione. L’estasi che per pochissimo tempo l’arte concede. Questo si insegue: l’esplosione dei sensi!

Non mera propaganda romantica ma conferma filosofica e scientifica. Quando l’arte perde la strada è la filosofia che le va incontro. I musei sono tombe noiose, la danza dimentica che il corpo è il primo tramite per le emozioni e rincorre l’appagamento della mente; il teatro non fa piangere, e non commuovendo si fa pura arte retinica che chiude il cuore come il sipario la scena a fine spettacolo. Art is Present crede che l’arte ci sia, e che la vita possa combaciare con l’arte, che possa respirarsi immaginazione e sogno. Desiderio e dolore. Amore ed odio. Tutto dell’essere umano l’Arte riesce a trasformare.

Permeando piano piano nel corpo, nelle viscere toccando i sensi, giunge alla mente e tutto si trasforma, riluce. E nella condivisione che l’arte impone a priori, la conoscenza e l’accettazione di sé. Art is present crede nel potere forte dell’arte di cambiare persone e società, crede meno nella mediocrità imperante dell’uomo d’oggi che non cercando l’arte, non la riconosce. E nella mancanza di comprensione la perdita del senso ultimo. Ecco il perché di Art is Present, per ritrovare il senso

Giovanni Bertuccio 2016