Trasmissione di Lascia o raddoppia in un cinema | ph Giancolombo 1956

Tra utopia spaziale e critica di massa

LA DIRETTA ORIGINARIA E L’ESTETICA DELLA SIMULTANEITÀ

«Troppo spesso – ci ricorda Sandra Lischi in Cinema e Video: compenetrazioni (1996) – si dimentica che il registratore video, ossia la conservazione su nastro magnetico, è un’invenzione assai tarda (1960), di molto posteriore a quella della telecamera (1936); e che prima di tale invenzione, la Tv riprendeva e trasmetteva solo in diretta, senza però serbare alcuna traccia delle proprie immagini».

Impostasi globalmente agli inizi degli anni Cinquanta, la caratteristica intrinseca della televisione, che la distingue nettamente dal cinema classico, è proprio la diretta. La trasmissione avviene simultaneamente allo svolgersi dell’evento, grazie a un rapidissimo processo di conversione e modulazione elettronica del segnale. Questa istantaneità apparenta tecnicamente la televisione alla famiglia dei media della simultaneità e della distanza, come il telefono e la radio, ridefinendo i concetti di tempo e spazio collettivo.

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