Alexander Yakovlev |The Modern Dancer 2012

SOUL TRAIN

I primi b-boy si ispiravano principalmente ai modelli espressivi offerti dai media dell’epoca e dalle proprie culture di origine, in particolare quella afroamericana e latina. La maggior parte dei pionieri di questa disciplina attingeva a un ricco background coreutico africano e a figure di spicco nel mondo dello spettacolo americano degli anni Settanta. Tra i riferimenti più importanti c’erano le movenze geometriche di The Lockers, il funk visivo di The Electric Boogaloos e le performance rivoluzionarie di James Brown, che con il suo carisma sul palco ha ridefinito il concetto di ritmo e coordinazione.

Con l’arrivo degli anni Ottanta, a seguito della massiccia diffusione mediatica della breakdance, lo storico programma televisivo Soul Train, nel ciclo d’oro condotto da Don Cornelius, diventò la vetrina internazionale per numerosi artisti e ballerini. Questa trasmissione ha continuato a influenzare profondamente il modo di ballare dei b-boy e di chi praticava stili come il popping e il locking.

Nel corso dei decenni, fino ad arrivare al 2017, questa modalità di trasmissione culturale ha vissuto una trasformazione radicale. Se negli anni Ottanta la televisione e lo show Soul Train erano gli unici canali per scoprire nuove tecniche, nel 2017 il baricentro si è spostato completamente online. Piattaforme globali come YouTube, Instagram e la serie digitale Red Bull Dance Your Style sono diventate le nuove vetrine mondiali. Nonostante il cambio di tecnologia, i ballerini del 2017 continuano a studiare i vecchi filmati d’archivio di Soul Train in formato digitale, reinterpretando quei passi storici all’interno delle moderne dinamiche urbane.

CATEGORIE TECNICHE

Durante la propria sessione di ballo (set), il b-boy e la b-girl seguono una struttura espressiva fluida ma rigorosa, fortemente legata alle categorie tecniche dei passi:

  • Toprock: la parte eseguita “in piedi” all’inizio della sessione. Serve al ballerino per presentarsi nel cerchio, prendere confidenza con lo spazio e mostrare la propria musicalità e il proprio stile prima di scendere al suolo.
  • Go-down: l’elemento di transizione dinamica che permette il passaggio fluido dalla parte in piedi (toprock) a quella a terra (downrock). È un movimento chiave che richiede grande agilità per non interrompere il flusso del ritmo.
  • Footwork: la complessa categoria di passi eseguiti a terra che prevede l’appoggio delle mani sul pavimento e l’utilizzo ritmico e geometrico delle gambe, che si muovono attorno al corpo in schemi codificati (come i passi a sei o a tre tempi).
  • Powermove: la categoria di movimenti acrobatici ad alta velocità e coordinazione, basati sulla rotazione continua attorno a un asse del corpo. Richiedono una forza fisica straordinaria e includono evoluzioni spettacolari come i giri sulla testa (headspin), sulle spalle o sulle mani (airflare).
  • Freeze: la categoria di posizioni di blocco istantaneo in cui il ballerino interrompe improvvisamente il movimento per rimanere in perfetto equilibrio statico, usata generalmente per chiudere la sessione a tempo con un accento forte della musica.

Tra i blocchi d’equilibrio più iconici e studiati nelle accademie di danza fino al 2017, troviamo:

Chair Freeze: una posizione asimmetrica avanzata che consiste nell’appoggiare la testa, un piede e una mano, tenendo l’avambraccio perpendicolare al fianco in modo da sostenere il peso e mantenere il corpo parallelo al terreno, rivolto con il fianco verso il basso in una posa scultorea.

Baby Freeze: consiste nell’appoggiare la testa e le mani per terra, sfruttando i gomiti come perno per appoggiare una gamba e mantenere l’altra sollevata e flessa nel vuoto.


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