
L’unità ritrovata
Il movimento come auto-espressione
Nel Novecento, una radicale rivoluzione nel modo di concepire l’essere umano e la sua corporeità viene fortemente favorita dallo sviluppo delle nascenti scienze umane — come la psicologia, la psicoanalisi e l’antropologia —, riflettendosi immediatamente sull’arte coreutica. L’affermarsi di una concezione finalmente unitaria dell’uomo, in cui il corpo e lo spirito (inteso sia come psiche sia come intelletto) sono strettamente connessi e interagenti, rivaluta la carne e i suoi mezzi espressivi primari: il movimento, la voce, la parola.
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