Psychodrama workshop with participants and sign reading “Psicoteatro: Il Teatro dell’Anima.”
Five barefoot performers rehearsing on a theater stage under a spotlight

Psicodramma

Lo psicodramma è un metodo psicoterapeutico di gruppo ideato da Jacob Levi Moreno nel 1921. Attraverso la rappresentazione scenica e l’improvvisazione, il protagonista mette in scena situazioni della propria esperienza, soprattutto vissuti conflittuali o dolorosi, esplorandone possibili sviluppi e modalità alternative di risposta. La rappresentazione permette così di rielaborare esperienze passate e di sperimentare nuove strategie per affrontare situazioni analoghe nel futuro. Gli altri partecipanti assumono ruoli diversi oppure costituiscono un pubblico che risuona emotivamente con quanto accade sulla scena, contribuendo al processo di esplorazione e consapevolezza. Nel modello moreniano, l’azione scenica e l’improvvisazione favoriscono l’espressione e la rielaborazione dei vissuti, in una prospettiva che presenta punti di contatto con la catarsi e con alcuni concetti della tradizione psicoanalitica, pur distinguendosene per impostazione e finalità.

In Europa, e in particolare in Francia, lo psicodramma si è sviluppato anche attraverso il contributo di psicoanalisti che ne hanno integrato le tecniche con la teoria psicoanalitica. Tra questi figurano Didier Anzieu, Paul e Geneviève Lemoine, oltre a studiosi come Gretel Leutz e Anne Ancelin Schützenberger, che hanno contribuito all’elaborazione e alla diffusione di differenti orientamenti psicodrammatici. L’influenza della psicoanalisi, compreso il pensiero di Jacques Lacan, ha dato origine a forme specifiche di psicodramma psicoanalitico, sviluppate sia nel setting individuale, con autori quali G. Bayle, I. Salem, Philippe Jeammet e J.-J. Baranes, sia nel lavoro di gruppo, con contributi di Didier Anzieu, Paul e Geneviève Lemoine, Serge Lebovici e René Kaës.

Psicodramma Psicoanalitico

In Italia esistono diverse forme di psicodramma, caratterizzate da differenti regole e modalità di conduzione, esecuzione e interpretazione.

Nello psicodramma psicoanalitico, detto anche analitico (Luisa Mele, Elena Benedetta Croce e altri), prevalgono la dimensione verbale e quella interpretativa, mentre l’azione scenica e corporea assume un ruolo più limitato rispetto alla parola. Anche psicoanalisti come Cesare Musatti e Franco Fornari si sono cimentati in esperienze di psicodramma, sperimentando un setting nel quale un gruppo di psicologi opera al servizio di un unico paziente.

Lo psicodramma classico, o moreniano, è stato introdotto a Milano e nel Nord Italia da Giovanni Boria e a Torino dal suo allievo Marco Greco. A Roma, Ottavio Rosati, oltre a curare la traduzione italiana dei tre volumi dell’opera fondamentale di Jacob Levi Moreno, Psychodrama, e di testi di Leutz, Anzieu e Yablonsky, ha contribuito a introdurre le tecniche moreniane nel mondo del teatro. In collaborazione con i Teatri Stabili di Roma e Torino, ha realizzato le prime esperienze di psicodramma e sociodramma su un palcoscenico italiano.

Nello psicodramma a orientamento dinamico, l’acting out teatrale e l’interazione scenica e corporea all’interno del gruppo mantengono la centralità attribuita loro da J. L. Moreno, integrandosi con una lettura analitica delle dinamiche individuali e dei fenomeni gruppali.

Un’esperienza di particolare rilievo nella storia italiana dello psicodramma è rappresentata dal programma televisivo Da Storia nasce Storia, ideato e condotto da Ottavio Rosati. Il programma ha dato forma concreta all’intuizione moreniana, sviluppata già negli anni Cinquanta, della possibilità di estendere le tecniche attive di gruppo ai mezzi di comunicazione di massa, quali la radio, il cinema e la televisione.

La definizione di psicodramma analitico può riferirsi, infine, a orientamenti differenti: da un lato, a esperienze di derivazione junghiana; dall’altro, allo psicodramma di matrice psicoanalitica freudiana, spesso denominato analitico per brevità e per consuetudine terminologica.

Playback Theatre e Gestalt Therapy

Il Playback Theatre è una forma di teatro d’improvvisazione nata negli Stati Uniti intorno alla metà degli anni Settanta e successivamente diffusasi anche in Europa. In questa pratica, uno spettatore racconta un episodio della propria storia personale e sceglie, tra i membri del gruppo, gli attori che interpreteranno i diversi personaggi. La narrazione viene quindi restituita in forma teatrale attraverso l’improvvisazione, trasformando l’esperienza individuale in una rappresentazione condivisa.

La Gestalt Therapy, sviluppata da Fritz Perls, che in gioventù, a Berlino, aveva anche recitato in spettacoli diretti da Max Reinhardt, integra nel proprio approccio diverse tecniche di derivazione teatrale, prestando particolare attenzione alla consapevolezza corporea e alla comunicazione non verbale. Tra le tecniche impiegate per esplorare il rapporto dell’individuo con sé stesso e con gli altri figura quella della sedia vuota. Il soggetto si rivolge a una sedia lasciata libera, immaginando che vi sia seduta una persona significativa, con la quale può avviare un dialogo. Attraverso lo spostamento tra due sedie, può inoltre rappresentare entrambi i ruoli di una conversazione immaginaria, dando voce a posizioni, emozioni e conflitti differenti. La tecnica permette così di portare in primo piano aspetti della propria esperienza emotiva e relazionale, favorendo una maggiore consapevolezza dei vissuti personali.


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