

Dopo il dirompente esordio di Io, mai niente con nessuno avevo fatto, la compagnia Vuccirìa Teatro torna a scuotere le coscienze sul palco dello spazio bellARTE di Torino con Battuage. Il regista e drammaturgo Joele Anastasi ci conduce questa volta in un viaggio senza sconti nei “non luoghi” della sessualità clandestina, dove i confini di genere si dissolvono per lasciare spazio a impulsi primordiali e dinamiche di potere. In questa intervista, Anastasi analizza il cortocircuito di una società capitalista e virtuale che, nel glorificare l’individualismo, condanna l’essere umano a una profonda solitudine, trasformando la carne e il corpo nell’ultimo, disperato terreno di scontro e di ricerca spirituale.
Intervista
Battuage è un non luogo dell’immaginazione, un confine – urinatoi, toilett pubbliche, autogrill, parcheggi, parchi, autostrade, cruising – in cui le differenze si dissolvono. Valgono ancora, secondo te, le categorie lgbt in questi luoghi? Nel senso il padre di famiglia che va a trans e svolge il ruolo passivo, e tornato a casa consuma un rapporto con la moglie, è gay o no? Forse che la dipendenza da sesso e sé stessi, insieme alla necessità di evadere dalle gabbie sociali, va al disopra dei generi e delle categorie?
Assolutamente si. BATTUAGE racconta di come la ricerca spasmodica del sesso può tramutarsi in una tendenza del tutto anti-erotica che rivela la morte stessa del sesso, o meglio dell’eros. La nostra società è sempre più virtuale e più solitaria e l’individuo finisce per instaurare un rapporto erotico con la propria immagine, reiterando diverse declinazioni di autoerotismo . Anche quando si parla di un rapporto con un altro corpo, un altro spirito, un’altra persona. C’è sempre meno voglia di esporsi e di condividere.
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Teatro bellArte
Battuage
Drammaturgia e regia Joele Anastasi
Con Joele Anastasi Federica Carruba Toscano Ivan Castiglione Enrico Sortino
Scene e costumi Giulio Villaggio
Disegno luci Joele Anastasi
Video Giuseppe Cardaci

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