


La recente programmazione dello spettacolo al CuboTeatro, nell’ambito della rassegna Schegge, ha offerto l’opportunità di analizzare la struttura testuale e le scelte di regia della compagnia Big Action Money.
In vista della replica di Illusioni, prevista per venerdì 26 al Teatro al Parco di Parma, si propone un approfondimento sulla poetica e sulle metodologie di lavoro del collettivo, da anni impegnato nel progetto Cantiere Vyrypaev. Il lavoro della compagnia si caratterizza per l’indagine sulla drammaturgia russa contemporanea e per la ricerca di un rapporto diretto con la platea.
Di seguito l’intervista a Big Action Money, attraverso le risposte del regista e interprete Teodoro Bonci Del Bene. Il regista approfondisce la genesi del gruppo nata sull’asse Mosca-Italia, ridefinisce il concetto di coinvolgimento degli spettatori in termini di “contatto” sensoriale e analizza la terza domanda — giudicata insolita — per fare chiarezza sulle differenze tematiche, e non solo formali, che collegano la scrittura di Ivan Vyrypaev alla tradizione letteraria russa.
Intervista
D. Fra Russia e Italia. Come e quando nasce Bam?
R. Big Action Money nasce nel 2010 con uno spettacolo che, appunto, si chiamava “Big Action Money – performance party thing”. Inizialmente la compagnia era formata da me e Matteo Rubagotti. Poi si sono aggiunte Carolina Cangini e Kristina Likhacheva, con cui avevo studiato alla Moscow theatre art school (MXT, il Teatro d’arte fondato da Stanislavskij). Ma a parte i dati anagrafici la vera “nascita” della compagnia coincide con l’apertura del progetto Cantiere Vyrypaev, ed è quindi legata ad un autore russo che avevo incontrato nei miei anni moscoviti. Big Action Money nasce come un ponte fra due culture teatrali a confronto.
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CuboTeatro
Illusioni
Testo: Ivan Vyrypaev
Traduzione, regia e interpretazione: Teodoro Bonci Del Bene
In scena con: Carolina Cangini, Kristina Likhacheva, Matteo Rubagotti
Scenografia ed elementi visivi: Collettivo BAM

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