Dopo la presenza, a maggio, al Fringe Festival, e dopo aver ottenuto, con Quintetto, il primo premio al Be Festival 2015 – con voto unanime della giuria – la compagnia valdostana TIDA (Théâtre Danse) torna in Piemonte. La cornice scelta è quella suggestiva del Cortile della Diocesi di Fossano, palcoscenico ideale per ospitare La scelta – Beati pauperes spiritu all’interno del cartellone di Mirabilia.

In questo lavoro, che inaugura l’Eckhart Project, la danza contemporanea abbandona ogni eccesso di intellettualismo per farsi carne, azione pura e spazio politico. Coreografato e interpretato da Marco Chenevier, lo spettacolo compie una scommessa audace: tradurre in movimento la complessa mistica medievale di Meister Eckhart, rendendola sorprendentemente vicina al nostro tempo. Attraverso un uso sapiente dell’ironia e una forte fisicità, TIDA mette in scena il cortocircuito tra la ricerca interiore e le nevrosi della società dei consumi, trasformando i dubbi del processo creativo in un dialogo leggero e dissacrante con il pubblico.

Per penetrare nelle pieghe di questa ricerca, abbiamo rivolto qualche domanda alla compagnia, scoprendo come il pensiero filosofico possa tradursi in una danza ricca di sorprese, pensiero e pura presenza fisica.

Intervista

D. Quando nasce TIDA?

R. Il TIDA nasce su iniziativa di Marco Chenevier e Smeralda Capizzi nel 2005.

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MIRABILIA FESTIVAL
La scelta – Beati pauperes spiritu
Regia coreografia testi e interpretazione Marco Chenevier
Produzione TIDA Théâtre Danse

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