


Dopo il Balletto di Lione, al Teatro Regio, per il nuovo palinsesto, il Balletto Nazionale di Cuba. Per la coreografia di Alicia Alonso un balletto eterno, erede di una tradizione eccellente, preservata ed arricchita dalla Compagnia Nazionale Cubana. Con Don Chisciotte, in tre atti una storia d’amore a lieto fine.
Rileggere i Classici
Lo chiamano Don Chisciotte ma in realtà è la storia di Basilio e Kitri. Il balletto spagnolo, ispirato al romanzo di Miguel de Cervantes, diventa russo-francese per via del marchio indelebile lasciato dalla versione originaria di Maurius Petipa, il maggior artefice del balletto zarista, nominato maitre de ballet nel 1862. Proprio Petipa aveva trascorso tre anni in Spagna – dal 1845 al 1848 – imparando le danze classiche del folklore iberico e creando, una volta tornato, cinque balletti a tema spagnoleggiante. La musica, poi, è polacco-viennese, essendo di Ludwing Minkus – dalla nazionalità russa a partire dal 1861 – collaboratore di Petipa. Insomma l’origine del Don, ferme restando le ascendenze storiche franco-italiane di Corte, con ogni evidenza è frutto del meticciato europeo più spinto, un crogiolo multinazionale che ha prodotto ottimi e durevoli frutti, come scrive Elisa Guzzo Vaccarino ne Il buono folle, saggio all’interno del libretto di sala.
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Teatro Regio
Ballet Nacional de Cuba
Don Chisciotte
Coreografie: Alicia Alonso, Marta García e María Elena Llorente
Compositore: Ludwig Minkus

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