Penso alla neve
e insieme alla neve rifletto sul mio essere qui e ora.
Cammino solitario con gli occhi lucenti,
le mani fredde e mi accorgo di sorridere.
Vedo la neve e ritorno bambino,
non perché sia stata parte della mia infanzia,
ma solo perché le riconosco,
inconsciamente,
il potere della memoria e insieme quello del ricordo.
Mi sorprendo a parlare da solo con la voce da bimbo,
mi penso a raccoglierla e tirarla non so a chi.
Forse anche a me stesso
in un gioco solitario perché personale.
Sento odore di cose eterne che si trasformano di nuovo davanti ai miei occhi.
Sento che la sintesi perfetta sia l'arte.
Credo nel suo potere di sublimare il mio dolore.

Bertuccio 2010

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