


In linea col periodo di crisi, il Teatro di Messina inaugura il nuovo anno proponendo, al suo affiatatissimo pubblico, il copione che rese il successo al suo conosciutissimo autore: L’affarista di Honoré de Balzac, al teatro dal 4 al 8 gennaio.
L’attualissimo Mercadet non ha nulla a che invidiare ai nostri affabulatori, a tutti i manager, e ai venditori di illusioni possono essere inclusi tutti nella sua figura – divenuta segno e simbolo di modus operandi sempre più consuetudinario – rubando il volto dell’”ipocritissimo” Geppy Gleijeses. Bravissimo nel tenere le redini è attorniato da un cast altrettanto bravo e che vede il suo contr’altare nel ruolo della moglie, una affascinantissima Paila Pavese, donna oggetto, simbolo della presunta fortuna millantata dal marito. Fra i due, la figlia, una divertente e preparatissima Marianella Bargilli – sempre dentro il personaggio – destreggiarsi fra un amore ipocrita e fasullo, e le finzioni del padre nel manipolare e gestire il presunto matrimonio con un uomo facoltoso – che lui stesso esaminerà fra molti – per salvarli dalla banca rotta.
Fra intrighi e complotti, frasi menzognere servite su parole d’ oro e argento sono le protagonisti di questo testo ancor più che la sua messa inscena. Il potere persuasivo che le parole hanno ci porta direttamente ai nostri giorni, alle società economiche e televisive che ci fanno dipendere dalla pubblicità, dal consumo, e dalla devozione del dio denaro, che solo a sentirne parlare riempe il cuore e le speranze dei protagonisti.
Una messa in scena ben fatta quindi, bravi gli attori e la loro complicità. Perfetto il tono e le movenze che purtroppo altro non fanno che riportare in dietro nel modo di fare teatro. Sembra di essere ad una rappresentazione di storia del teatro che, a parte alcune innovazione nella scenografia e nell’uso della stessa, non ha subito riletture in chiave prettamente contemporanea o attuale nel riproporre i grandi del teatro.
MERCADET L’AFFARISTA
di Honoré de Balzac
con Geppy Gleijeses, Marianella Bargilli
e con Paila Pavese, Osvaldo Ruggieri e Francesco Benedetto, Adriano Braidotti, Piergiorgio Fasolo, Antonio Ferrante, Ferruccio Ferrante, Antonio Tallura, Alfonso Veneroso, Jacopo Venturiero
regia Antonio Calenda, Teatro di Messina, 4-8 gennaio 2012

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